Testamento olografo
Cosa dobbiamo sapere

Burocrazia funerale 15 feb 2020

Il testamento olografo è il testamento che viene redatto direttamente dal testatore.
Per essere considerato valido, il testamento olografo deve avere determinate caratteristiche.

La stesura
Il testamento olografo deve essere scritto interamente di pugno dal testatore, a penna o con strumenti simili; non sono infatti considerati validi i testamenti scritti al computer e neanche quelli dettati ad una terza persona.
L’importante è, infatti, poter stabilire con certezza l’identità di chi scrive. Il supporto utilizzato per la stesura, invece, non è rilevante: si può scrivere il testamento olografo su carta, cartoncino, stoffa o altri materiali.
Il testamento olografo deve dunque essere rigorosamente scritto di proprio pugno e deve recare data e firma.

La conservazione
Il testamento olografo può essere conservato dal testatore stesso o può essere affidato ad una terza persona.
Purtroppo, il testamento olografo potrebbe essere facile oggetto di manomissioni o distruzione, oltre a poter rimanere nascosto per anni prima di essere ritrovato.

L’apertura
Il testamento olografo va consegnato ad un notaio al momento del decesso del testatore.
Le prime operazioni che vengono fatte dal notaio sono degli accertamenti volti a verificare la validità del documento e l’assenza di eventuali vizi.
Dopodiché si passa alla successione necessaria.
La legge stabilisce che i congiunti del de cuius – il coniuge, i figli e i loro discendenti nel caso di morte prematura e gli ascendenti, cioè padre, madre o nonni – hanno diritto ad una quota minima di eredità di cui il defunto non può privarli. A seconda del grado di parentela la legge stabilisce le quote.
Però, chi sceglie di redigere un testamento olografo non è per forza tenuto a rispettare queste disposizioni, ma può scegliere di spartire come ritiene opportuno le sue sostanze.
A questo punto saranno gli eredi a scegliere se far valere il loro diritto oppure no.
Infatti, il testamento olografo può venir impugnato dagli eredi. Ad esempio: se si rilevasse che le quote di eredità stabilite dal testatore per i figli dovessero essere inferiori al minimo stabilito per legge, questi potrebbero impugnare il testamento e chiedere il reintegro della quota loro spettante secondo quanto stabilito dalla legge.
Convalidando invece il testamento olografo, i figli rinunciano ai diritti che la legge prevede per rispettare le ultime volontà del defunto.

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