Riti funebri
I più strani nel mondo

Tipi di funerale 01 set 2020

In ogni civiltà e in ogni tempo, il rito funebre è un elemento culturale distintivo.
Tante sono le differenze culturali al mondo tanti sono i riti funebri praticati; alcuni sono, ai nostri occhi, a dir poco curiosi, particolari.
Ecco alcuni dei riti funebri che potremmo definire fra i più strani nel mondo.

• Sepoltura del cielo in Tibet
Questa antica pratica funebre tibetana prevede di posizionare i corpi dei defunti sulla cima di un’alta vetta, in maniera tale che possano essere mangiati dagli avvoltoi e da altri uccelli predatori.
Anche se per la nostra cultura “occidentale” questa usanza potrebbe sembrare macabra, in realtà si rifà alla concezione buddhista della transitorietà della vita, per cui il corpo è solo un contenitore da cui l’anima si è già allontanata per una nuova reincarnazione.

• La Torre del Silenzio in Iran
Questa pratica funeraria è vietata solo da pochi decenni: secondo lo zoroastrismo, la morte è un male e l’inquinamento della terra pura con la materia in decomposizione è un sacrilego; per questo le sepolture devono avvenire in cielo, sulla cima di una dakhma, la Torre del Silenzio.

• Le pire crematorie di Varanasi
Varanasi, trovandosi in una zona che gli indù ritengono ideale per le pratiche funerarie, è l’unica città indiana in cui le pire bruciano 24 ore su 24: i corpi dei defunti vengono avvolti in panni colorati e immersi nel Gange dai membri maschili della famiglia, poi vengono bruciati in una fossa il cui fuoco è alimentato dalla famiglia stessa; le ceneri, poi, vengono sparse nel Gange.

• La dispersione delle ceneri in mare a Hong Kong
Ad Hong Kong le sepolture verdi e la dispersione delle ceneri in mare è una consuetudine dovuta a precise ragioni sociali, ovvero alla smisurata densità di popolazione, per cui materialmente è impossibile, anzi rarissimo e carissimo, adottare altre pratiche funerarie diverse dalla cremazione.

• Il ballo coi morti in Madagascar
La cerimonia funeraria tipica del Madagascar è chiamata famadihana, ovvero “la rotazione delle ossa“: ogni cinque o sette anni, i corpi vengono riesumati e i membri della famiglia li spogliano e li avvolgono con nuove vesti, poi fanno festa tutti insieme. Prima del tramonto, i corpi vengono seppelliti ma capovolti e la cripta viene di nuovo sigillata. Si pensa che i morti passino alla vita successiva solo dopo che le loro ossa siano polverizzate ed è compito della famiglia occuparsi di questo rituale. Secondo questa credenza, i corpi mai riesumati restano in un limbo, nel quale non fanno parte del mondo vivente e nemmeno di quello degli antenati.

• Le bare artistiche del Ghana
Secondo la cultura Ga i defunti sono più potenti dei vivi e continuano la loro professione nell’aldilà; devono, quindi, essere sepolti con qualcosa che rappresenti il loro lavoro. È per questo che le bare in Ghana hanno le forme più fantasiose che possiate immaginare – dalle barche alle bottiglie di Coca-Cola.

• Le bare sospese degli Igorot nelle Filippine
La tribù degli Igorot, originaria della provincia settentrionale delle Filippine, pratica un’antica usanza funeraria: gli anziani realizzano da soli le proprie bare; al momento della dipartita, i corpi vengono messi all’interno di queste bare che vengono inchiodate sulla scogliera, in modo che i defunti siano il più possibile vicini ai loro spiriti ancestrali.

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